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Il PIAMS: dalle origini fino ai giorni nostri

Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster
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Il PIAMS: dalle origini fino ai giorni nostri

Il PIAMS: dalle origini fino ai giorni nostri

Storia e aneddoti sulla nascita del nostro Istituto

 

La nascita dell’Istituto

Il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano è un ateneo fondato nella prima metà del secolo scorso con lo scopo di preservare e incrementare il tesoro della musica sacra legata soprattutto alla plurisecolare tradizione della Chiesa ambrosiana.

Il fautore, colui che accese la scintilla, fu il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano dal 1929 al 1954. Egli volle dotare la diocesi ambrosiana di un Istituto che tutelasse il canto della liturgia milanese nella sua lunga tradizione e che, unitamente, ne sviluppasse uno studio scientifico e approfondito secondo i più moderni studi della paleografia musicale; inoltre, auspicò la formazione di muscisti di chiesa che potessero contribuire con competenza all’aspetto musicale del culto, pensando in particolare agli organisti e ai compositori.

 

Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster
Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster

Dove trovò il modello per una scuola simile?

Schuster, monaco benedettino di origini bavaresi per parte di padre e tirolesi per parte di madre, prima di essere inviato a Milano come arcivescovo, fu abate dell’abbazia di san Paolo fuori le mura a Roma dal 1918.

Conoscendo bene l’ambiente romano, grazie anche alla sensibilità liturgica donatagli dal carisma benedettino, vide la fondazione nel 1914 del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Si era infatti nell’anno di chiusura del pontificato di papa Pio X, colui che diede un forte impulso al rinnovamento della musica sacra (soprattutto in Italia) pubblicando nel 1903 il motu proprio Tra le sollecitudini, manifesto programmatico di tale rigenerazione musicale.

 

Motu proprio Tra le sollecitudini, 22 novembre 1903

 

Milano, con la sua peculiare tradizione liturgica, non aveva una istituzione specifica che potesse svolgere una formazione musicale in senso moderno; storicamente, infatti, era la Cappella Musicale del Duomo di Milano che svolgeva questo ruolo orientando il gusto “ambrosiano”, ma che, di fatto, poteva verosimilmente interessare la città di Milano e poche altre prepositure sul territorio.

In un contesto di crescente modernità e di conoscenza liturgica (il movimento liturgico si era ormai affermato da tempo – il movimento liturgico nacque in ambito europeo, soprattutto tedesco, per richiamare una sempre più viva e attiva comprensione dei riti liturgici celebrati, confluendo poi nelle istanze del Concilio Vaticano II che determinarono i libri liturgici rinnovati), il card. Schuster maturò l’esigenza di aprire anche a Milano un ateneo che fosse simile, per caratteristiche e missione, a quello romano, fatto salvo per lo specifico del canto ambrosiano.

Fu così che nel 1931, tramite decreto arcivescovile, sorse la Scuola superiore di canto ambrosiano e di musica sacra, sicuramente grazie anche all’appoggio del papa Pio XI (originario di Desio).

Nei suoi scritti, in un appunto del 1939, il cardinale stesso così si esprime: «La Scuola superiore ambrosiana di musica sacra, che ebbe tal nome dal defunto pontefice Pio XI di santa memoria, fu istituita dal sottoscritto nel marzo del 1931 allo scopo di stabilire un centro di studio del canto ambrosiano e di preparazione di buoni organisti e di maestri di cappella che iniziassero a sostenere la riforma del canto liturgico e della musica sacra in genere nella diocesi di Milano». (Milano, Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra, Archivio, SSCAMS, 1.1. fasc. 2, 24-25)

In un altro scritto, pubblicato sulla Rivista diocesana, il beato cardinale manifesta pubblicamente le sue intenzioni e intuizioni, sostenendo che «Milano, che in grazia di s. Ambrogio, prima ancora di Roma, è stata la patria e l’ispiratrice del canto liturgico latino e della salmodia corale, non ha tuttora la sua Scuola superiore di musica ambrosiana, che studi, tuteli e accresca l’avito patrimonio musicale, […] Questa mancanza di una scuola è assai sentita da molti del nostro clero, i quali più volte Ci hanno rivolto preghiera, perché nei limiti delle Nostre forze vi provvediamo. L’invito non poteva riuscirci più gradito: anche per la circostanza che Noi, per grazia del Signore, fin dalla prima ora facemmo parte del corpo insegnante della Pontificia scuola superiore di musica sacra in Roma, la quale […] già da cinque lustri promuove e prosegue nella Città Eterna quel medesimo programma di restaurazione musicale e liturgica che fu inaugurata da Pio X sin dai primi inizi del suo pontificato. Ora a Milano si desidera e si sente il bisogno che una istituzione simile propugni e prosegua anche fra noi quel medesimo e santo ideale che si prefiggeva Pio X nell’anno centenario di s. Gregorio Magno. […] Noi desidereremmo imitare, all’ombra del Duomo, quanto colla benedizione di Pio X di s.m. già da tempo fiorisce nell’Urbe e rende lieti frutti nell’orbe cattolico. Sì, noi vagheggiamo una vera e propria Scuola ecclesiastica superiore di canto ambrosiano e di musica liturgica a servizio del divin culto nell’archidiocesi milanese» (A. I. SCHUSTER, Per una scuola superiore di canto ambrosiano e di musica sacra, in «Rivista diocesana milanese», 22 [1931], pp. 188-189)

Entro questo quadro la scuola rivestiva un duplice scopo: svolgere un’attività di studio, di tutela e di incremento del canto ambrosiano non fine a se stesso, ma connesso con la vita della Chiesa e le sue manifestazioni, soprattutto quella liturgico-pastorale.

Finalmente, a sette anni dalla fondazione del primitivo Istituto diocesano, il card. Schuster ottenne, dopo non poche pressanti richieste indirizzate alla Santa Sede e a Pio XII («Beatissimo Padre, in perfetta sottomissione a quanto la Santità Vostra vorrà decidere in proposito, mi permetto umiliare la presente supplica riguardante la Scuola superiore ambrosiana di musica sacra», Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra, Archivio, SSCAMS, 1.1 fasc. 2, 24-25, f.1), l’erezione della scuola a Istituto Pontificio. Ciò avvenne con decreto della Sacra Congregazione dei Seminari, degli Studi e delle Università del 12 marzo 1940, a firma del Prefetto, card. Pizzardo. In tale decreto si stabiliva la facoltà per il PIAMS di conferire i gradi accademici pontifici, “esattamente secondo gli statuti del Pontificio Istituto di Musica Sacra” situato nell’Urbe e ad esso “in perpetuo consociato”. Si era finalmente giunti a dare corpo alle felici e profetiche intuizioni del benedettino romano, ormai naturalizzato ambrosiano.

 

La fase di consolidamento

Il secondo dopoguerra rappresentò per l’Istituto la fase di consolidamento della fisionomia conseguita lungo i primi quindici anni di vita.

Nel 1946, durante il Sinodo diocesano, il card. Schuster ribadì con chiarezza l’importanza del PIAMS e non nascose le difficoltà insorte negli anni per arrivare a tale risultato: «La nostra Pontificia scuola superiore di musica sacra […] ha lo scopo preciso di interpretare, conservare, tutelare e diffondere nell’archidiocesi la retta tradizione del canto liturgico e della musica sacra. Come a tutti è noto, trattasi di una scienza unica nel suo genere, e che Milano ha l’onore ed il dovere di coltivare a vantaggio proprio e della Chiesa universale. È una scuola che è sorta ed è diventata accademia pontificia attraverso grandi difficoltà, ma in grazia di particolare intervento della divina Provvidenza, che ha voluto fare questo dono all’archidiocesi. Sta ora a tutti i buoni ambrosiani l’apprezzarla». (Synodus Mediolanensis XLVI, pp. 26-27, cost. 30)

Negli anni successivi l’impulso di questa istituzione diede effettivamente vita a un effervescente cura musicale per la liturgia, incrementando i desideri originari di Schuster, soprattutto dopo che negli anni ’60 l’Istituto prese sede in viale Gorizia nel palazzo che la Veneranda Fabbrica del Duomo mise a disposizione per la Cappella musicale e la scuola Franchino Gaffurio, contribuendo a una feconda e importante collaborazione; da un lato infatti si trovava il polo scientifico, dello studio e dell’approfondimento del canto ambrosiano, dall’altro la sua traduzione pratica nei cantori del Duomo.

Non si possono per questo tacere le grandi figure operanti in questi anni: il preside, mons. Ernesto Teodoro Moneta Caglio, che resse l’Istituto dal 1955 al 1984; mons. Luciano Migliavacca, maestro direttore della Cappella Musicale della Metropolitana, egli stesso docente al PIAMS; tra gli altri Luigi Molfino, organista e compositore, per arrivare fino ai nostri giorni con Valentino Donella, Alberto Turco, Giacomo Baroffio, Emanuele Vianelli, attuale organista titolare del Duomo di Milano.

 

Cortile esterno del PIAMS
Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra

 

Il testimone, nel 1984 fu preso da mons. Natale Ghiglione, che guidò il PIAMS fino alle soglie del terzo millennio, quando nel 1999 venne nominato mons. Gianluigi Rusconi, egli stesso musicista e compositore, che resse la scuola fino al 2015. In tale data fu insignito della presidenza mons. Claudio Magnoli, liturgista ed esperto del rito ambrosiano, sotto il quale l’Istituto fu trasferito da viale Gorizia a corso Garibaldi, nel chiostro dell’Incoronata, dove attualmente ha sede la scuola. A seguito della scadenza quinquennale, già derogata a causa dell’imperversare della pandemia da Covid 19, il 13 agosto 2021 è nominato preside don Riccardo Dell’Acqua, allievo laureato con Magistero in canto gregoriano e ambrosiano nella stessa scuola.

 

Leggi anche “10 domande per scoprire chi è il nuovo Preside del PIAMS”

 

Le sfide che il PIAMS oggi si trova ad affrontare riguardano anzitutto la sensibilizzazione musicale nella liturgia rinnovata, recuperando l’importanza e la dignità del canto delle parti spettanti al sacerdote e le risposte dei fedeli, la composizione per coro e assemblea, lo studio dell’organo come strumento princeps della liturgia, il collocamento e il recupero del canto ambrosiano nelle celebrazioni, specialmente il repertorio più semplice per il popolo.

Tutto questo sarà di aiuto per riattualizzare le ispirazioni del beato Schuster, traducendole nell’oggi come servizio accademico e pastorale per la diocesi ambrosiana e la Chiesa tutta.

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