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Omelia S. Messa di Inizio Anno Accademico

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Omelia S. Messa di Inizio Anno Accademico

Cinque erano sagge

Ap 20,11-15; Sal 150; Mt 25, 1-13

 

Inizia un nuovo anno accademico al Piams e si presentano cinque vergini sagge che vogliono studiare. Scopriamo allora chi sono.

1. Una delle vergini sagge si chiamava “Umile”
Ha la consapevolezza del proprio valore e del proprio limite. C’è un brivido di emozione nell’essere convocata per andare incontro allo sposo. Sa il proprio limite e quindi si organizza con cautela, si attrezza con l’olio necessario per una lunga attesa. Sa, infatti, che non tocca a lei decidere i tempi e i modi dello sposo, piuttosto si mette in disparte e aspetta: sa che lo sposo arriverà e sarà una festa. La sua saggezza sta nella considerazione realistica di sé e della situazione.
È umile e servizievole, ma non può dare parte del suo olio alle vergini stolte: verrebbe a mancare anche per la sua lampada.
Umile comincia l’Anno accademico al Piams con la fierezza di essere ammessa e insieme con la consapevolezza di non essere maestra, ma solo un desiderio e una disponibilità a imparare.

2. Una delle vergini sagge si chiamava “Tenace”
La lunga attesa non la stanca, né la scoraggia. È volitiva e si impegna. Sembra non avvertire troppo le fatiche, anzi accetta volentieri il lavoro e se necessario anche il super lavoro. Le sconfitte non l’abbattono: ne soffre, ma ne fa motivo per correggersi. Non sopporta quelle che si lamentano e non fanno altro che seminare malumore. Le rimprovera: “basta lamentarsi, mettiamoci all’opera”. Si alza alla mattina e saluta il nuovo giorno come un tempo amico del bene e può continuare il suo servizio fino a tardi.
È energica e generosa, ma non può dare parte del suo olio alle vergini stolte: non è tanto comprensiva con le stupide.
Tenace comincia l’Anno Accademico con la consueta buona volontà. Sa che i risultati non arrivano subito, ma è disponibile a impegnarsi fedelmente e intensamente.

3. Una delle vergini sagge si chiamava “Allegra”.
È una donna contenta. Quando c’è lei sembra che il mondo sia più colorato. È contenta di incontrare le altre e sta volentieri con loro: sa raccontare storie divertenti e rende allegre anche le altre. Aspetta lo sposo con una specie di festosa irrequietezza. Non importa se tarda: sarà bello entrare con lui alla festa. Anche dopo momenti faticosi, in situazioni di tensione, Allegra sorride e canta, ridimensiona i problemi e diffonde
fiducia.
Allegra prova simpatia per tutti, ma non può dare parte del suo olio alle vergini stolte: è allegra ma non sciocca. Anche nel dire di no, però, sorride. Allegra comincia l’Anno Accademico e sorride e canta. È contenta di essere presente e distribuisce un po’ di allegria a tutti, tutti i giorni.

4. Una delle vergini sagge si chiamava “Geniale”
Geniale è una donna fantasiosa, creativa, ha una innata capacità di inventare cose, impara in fretta e anche sa ricreare a modo suo quello che ha imparato. Non sta troppo nelle regole, ha sempre fretta di passare alla sfida successiva. Non è troppo precisa. Ma le sue creazioni incantano.
Geniale talora è concentrata come se stesse ricevendo un messaggio da misteriose lontananze, talora è esuberante con la semplicità dei bambini entusiasti del gioco, talora è tormentata da una specie di struggente desiderio di esprimere il fuoco di una intuizione e dal non riuscire a farsi capire, apprezzare.
Geniale è talora anche distratta e non può dare parte del suo olio alle vergini stolte: non è capace di ascoltare suppliche e piagnistei.
Geniale comincia l’Anno Accademico come chi ha trovato finalmente una tastiera da suonare, un canto da eseguire per dare voce a un’intima esultanza.

5. Una delle vergini sagge si chiamava “Preghiera”
Vive l’attesa dello sposo pregando che non gli sia successo niente: ha tanto desiderato di incontrarlo. Anche se lo sposo tarda a venire, lei non si addormenta, piuttosto si immerge in un intimo raccoglimento come se la stesse chiamando.
Non è di troppe parole: se non ha niente da dire, tace e si raccoglie in un silenzio intenso. Non sopporta le chiacchiere, i pettegolezzi, le mormorazioni. Anche delle cose che non vanno bene fa motivo per intercedere e invocare la benedizione di Dio.
“Preghiera” è sensibile e compassionevole. Non può però dare parte del suo olio alle vergini stolte, perché teme che sia uno sperpero e che a metà della festa la sua lampada si spenga: lo sposo sarebbe triste se non ci fosse la luce di Preghiera.
Preghiera comincia l’Anno Accademico in raccolta confidenza con lo sposo e per lei il canto, la musica, il silenzio sono linguaggi desiderati per fare festa per lo sposo che viene.