Paolo Conti (1907-1971) – L’arte di vivere per la musica
Settembre 30, 2026 2026-09-30 18:49Paolo Conti (1907-1971) – L’arte di vivere per la musica
Paolo Conti
(1907-1971)
L’arte di vivere per la musica

Nella storia della musica italiana della prima metà del XX secolo, accanto ai grandi nomi che si distinsero nel panorama nazionale e internazionale, vissero con arte e per l’arte molti altri musicisti degni di essere riscoperti.
Di questi personaggi l’Italia fu feconda, e senza dubbio lo è tuttora anche se, certamente, con una grande differenza: i musicisti nati nel primo decennio del XX secolo si trovarono a vivere in un periodo di enormi cambiamenti e sconvolgimenti, basti pensare alle due guerre mondiali, all’affermarsi del sistema industriale, all’avvento della società dei consumi e a un progressivo cambiamento di abitudini sociali.
In questo contesto storico visse Paolo Conti (1907-1971), musicista che dedicò la sua vita alla musica nella città di Varese. In particolare la Musica Sacra (vocale e organistica) fu l’espressione autentica della sua sensibilità artistica: in essa seppe convogliare gli innumerevoli moti dell’anima che un uomo di quell’epoca serbava nella mente e nel cuore.
Direttore di coro, compositore, organista liturgico presso la Basilica di San Vittore di Varese e insegnante presso il Civico Liceo Musicale di Varese: ripercorrendo i vari ruoli che segnarono la sua vita da musicista, scopriremo come Paolo Conti sia stato punto di riferimento musicale per la città di Varese (sia in ambito ecclesiastico che in ambito laico) dalla fine degli anni ‘30 al 1971.
Paolo Conti nacque a Montonate di Mornago, piccolo paese a sud di Varese, il 1° Aprile 1907. Appena terminata la Prima Guerra Mondiale, i genitori Vittorio Conti (1877-1956) e Chiara Colombo (1882-1964) decisero di trasferirsi a Varese, città che all’epoca stava vivendo un enorme sviluppo urbano e industriale; la famiglia si stabilì nelle case popolari di via Crispi, dove Vittorio lavorava come operaio metalmeccanico alla Aeronautica Macchi.




Vittorio e Chiara ebbero sei figli: dopo Paolo nato nel 1907, seguirono Angela Maria (1908-2001), Giovanna (1910-2005), Pia (1912-2005), Mario (1913-2015), Candida (1916-2016). Le sorelle Angela Maria e Pia diventarono entrambe suore.
Paolo Conti iniziò gli studi di pianoforte nel 1922 con Dante Coerezza (allievo di Ettore Pozzoli), diplomandosi presso il Conservatorio di Milano nel 1933; a Milano ebbe in modo di entrare in contatto con l’organista del Duomo, Santo Spinelli, che gli diede le prime lezioni di organo. Conseguì il Diploma di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Torino nella sessione autunnale del 1937 e il Diploma di Musica e Canto Corale presso il Conservatorio di Milano nel 1939. Nel 1940 partecipò al concorso per insegnante di musica nelle scuole magistrali che si tenne presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma: su 40 candidati ne passarono solo 3, Paolo Conti fu uno di questi vincitori.
A 17 anni era organista accompagnatore della Corale di Masnago e collaborava anche come organista con la Corale della chiesa di S. Ambrogio di Giubiano. Agli inizi del XX secolo le corali parrocchiali erano un punto di aggregazione, che ogni parroco cercava di curare al meglio; organisti e direttori di coro, formati in base ai dettami della riforma ceciliana, erano figure professionali molto ricercate (non solo nelle grandi città) per fornire alla liturgia un adeguato livello musicale.


Oltre all’attività di organista liturgico, Paolo Conti ebbe modo di distinguersi anche come pianista: assieme al violinista Vittorio Amede e al violoncellista Luigi Veccia fondò un trio che rimase attivo per diversi anni. Un articolo della Prealpina del 1938 ci fornisce un’interessante descrizione riguardante il luogo in cui questi musicisti si esibivano: “La Taverna Artistica” aveva sede in Piazza Carducci e accoglieva tra i suoi soci artisti ed intellettuali. Assieme a Luigi Veccia, Conti si esibì parecchie volte anche in duo; il repertorio del duo comprendeva brani di Boccherini, Frescobaldi, Saint Saëns, e Ottorino Respighi.


Come direttore di Coro, Conti ebbe modo di ricoprire alcuni importanti incarichi in ambito comunale. Nel 1939 fu incaricato di dirigere il coro giovanile della G.I.L., con cui affrontò un repertorio molto ampio, dai mottetti di Orlando di Lasso ai madrigali fino ad arrivare ai Cori delle Opere, come testimoniato da un articolo del giornale “Il Popolo d’Italia” del 1939, che descrive in modo dettagliato un concerto del Coro della G.I.L. tenutosi al Teatro Impero di Varese.


Verso il 1944 ricoprì il ruolo di direttore della Corale Varesina del Dopolavoro Comunale. Questa compagine corale debuttò con un concerto presso la sede centrale di Milano della Nord Edison; le successive esibizioni avvennero presso la sede del Comune di Varese. Il repertorio del Coro spaziava da Palestrina sino ad autori contemporanei.


Paolo Conti a Varese ebbe modo di affermarsi anche come insegnante di pianoforte presso il Civico Liceo Musicale.
La storia di questa importante istituzione varesina ha inizio nei primi anni del XX secolo (anche se già verso la metà del XIX secolo c’era stato un tentativo); l’idea era di creare una scuola a servizio dell’orchestra del Teatro Sociale di Varese, e nel 1907 Ariodante Coggi, primo violino dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, avviò alcune lezioni di musica all’Albergo Centrale di Varese.
Nel 1910 venne aperta in via Vetera una scuola di musica intitolata a G. B. Pergolesi; negli anni ‘30 i locali e il materiale didattico della scuola furono concessi in uso gratuito a docenti e allievi. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’esercito tedesco sequestrò la scuola e le lezioni proseguirono a casa di alcuni docenti (in particolare presso le abitazioni di Nuccia Castiglioni e Dora Piatti). Subito dopo la Guerra i docenti rinunciarono ai loro stipendi e la struttura aderì all’Opera Nazionale del Dopolavoro per poter resistere alla grave crisi economica generale.
Il 28 Gennaio 1954 con atto notarile fu fondato il Liceo Musicale Varesino e la presidenza venne affidata all’Avv. Angelo Minazzi; per la sede venne scelto un edificio vicino all’ingresso del parco di Villa Mirabello. Obiettivo del Liceo Musicale era quello di promuovere, diffondere, ed elevare la cultura musicale nelle classi popolari. Il 1° febbraio 1962 il Liceo Musicale fu preso in gestione dal Comune, diventando “Civico Liceo Musicale”.
Un allievo di Paolo Conti che ebbe modo di distinguersi fu il pianista Ugo Amadei: nel 1943 all’età di 15 anni conseguì il diploma di pianoforte e venne ufficialmente riconosciuto come “il più giovane professore d’Italia”. Amadei ricoprirà in seguito il ruolo di docente di pianoforte presso il Liceo Musicale di Varese, e collaborerà con la Corale San Vittore in qualità di organista accompagnatore dopo la morte del M° Giambattista Testone.

Passiamo ora ad esaminare la figura di Paolo Conti come direttore di coro e organista in ambito liturgico: come si rileva da varie fonti, questi ruoli furono sicuramente il cuore pulsante della sua attività musicale a Varese. Dopo gli incarichi come organista a Masnago e Giubiano, nel 1937 venne nominato Direttore della Corale della Basilica di San Vittore.
La storia dei Maestri di Cappella della Basilica di Varese è secolare e un elenco sommario si può stilare a partire dal 1682: in quell’anno prese servizio Andrea Manusardi, figlio di Giovanni, originario di S. Angelo Lodigiano.
Successivamente troviamo la figura di Giovanni Zucchinetti, che lascerà poi la Basilica per lavorare al Duomo di Monza. A Giovanni subentrò il fratello Domenico, che per problemi di salute dovette lasciare il posto a Pietro Della Valle nel 1806; il Sacerdote Giuseppe Maspero subentrò nel 1835. Abbiamo notizia di una Schola Cantorum stabile diretta da Dionigi Lavatelli dal 1874 al 1888; successivamente fu nominato per concorso l’organista Erminio Salerni che ebbe come collaboratore il direttore Vittore Gervasini.
Interessanti sono gli avvicendamenti avvenuti agli inizi del XX secolo, per le importanti personalità coinvolte. In primis la nomina per concorso del M° Franco Vittadini, seguita poi dal M° Luigi Cervi (attorno al 1910); collaboratore di Cervi fu il maestro Terenzio Marusi. Dopo Luigi Cervi fu nominato, a seguito di concorso per titoli ed esami, il M° Giambattista Testone. Negli anni ‘20 la Corale fu diretta da don Luigi Tognola. Nel 1937 fu nominato il M° Paolo Conti.
Agli inizi del XX secolo i cantori della Corale erano scelti presso la Società Corale Varesina. Nel 1920, per volontà del Sacerdote don Carlo Bargiggia (responsabile dell’oratorio maschile), vennero aggiunti alle sezioni delle Schola Cantorum molti ragazzi dell’oratorio, tra cui un gruppo di voci bianche.


Quando Paolo Conti fu nominato direttore nel 1937 il coro era costituito solamente da voci maschili, ma venuta meno la possibilità di reclutare i ragazzi dell’oratorio, il Prevosto Mons. Proserpio autorizzò l’aggiunta delle voci femminili provenienti dall’oratorio femminile delle Suore Salesiane: presso le Suore dell’Asilo Veratti di Via Como viveva la sorella di Paolo Conti, Suor Pia, che avendo buone conoscenze musicali fu in grado di insegnare alle ragazze dell’oratorio le parti dei canti polifonici della Corale. Le prove delle sezioni maschili avvenivano invece nel Battistero accanto alla Basilica (sul matroneo), o nel salone parrocchiale.

Nelle esecuzioni in Basilica la Corale era dislocata in tre parti differenti: le sezioni maschili sulle due cantorie, le ragazze e le donne erano disposte fra l’altare maggiore e la navata centrale nel cosiddetto “Coro Senatorio”. Questa collocazione era resa possibile da una particolare dispensa concessa dal Prevosto Mons. Proserpio, dato che nel Coro Senatorio potevano sedere solo gli uomini della Confraternita del Santissimo Sacramento e poi di Azione Cattolica; il Coro Senatorio venne poi smontato dopo il Concilio Vaticano II.
La prima esecuzione della corale composta sia da sezioni maschili che da sezioni femminili avvenne alla solenne messa di Pasqua del 1945, con Paolo Conti alla direzione e Giambattista Testone all’organo. All’epoca c’erano due prove settimanali e per la festa di Santa Cecilia veniva offerto un pranzo sociale a tutti i coristi. Nel marzo del 1952 la Corale fu eretta in Associazione, con Consiglio, Cassiere, Segretario e Archivista. A quell’epoca la Schola Cantorum della Basilica di Varese contava circa 75 elementi: Conti riuscì così a proporre un ampio repertorio sacro per la liturgia.

Dopo la morte del M° Testone, la mansione di organista passò a Paolo Conti in aggiunta a quella di direttore, rendendo la sua attività sempre più intensa. Per le messe solenni con la Corale, Conti scelse come organista il suo già citato brillante allievo Ugo Amadei.

Molto interessanti sono le informazioni contenute in una lettera del 31 gennaio 1965 che Mons. Manfredini, prevosto della Basilica di Varese dal 1963 al 1969, scrisse a Conti riguardo ai cambiamenti in materia di liturgia a seguito del Concilio Vaticano II.
Manfredini esordisce scrivendo che la Riforma Liturgica introdurrà mutamenti notevoli nello svolgimento delle celebrazioni del Culto, rendendo necessaria una revisione delle prestazioni musicali: se da un lato alcune celebrazioni verranno abolite, quelle domenicali e festive verranno aumentate. Manfredini specifica che saranno abolite le distinzioni delle classi e che i diversi riti saranno svolti in identico modo per tutti i fedeli. Il criterio di accostare la liturgia ai fedeli, raccomandato dal Concilio, renderà superflua la richiesta di prestazioni ad ore troppo scomode per il pubblico. Dalla lettera si desume in modo chiaro l’importanza della musica liturgica anche a seguito dei cambiamenti apportati dal Concilio Vaticano II.

Un evento particolare fu la celebrazione in Basilica San Vittore della messa per i 150 anni della Città di Varese. Il 20 novembre 1966 la celebrazione domenicale del mattino delle ore 11.00 fu teletrasmessa in tutta Italia, i canti della messa furono eseguiti dalle varie Corali varesine che si riunirono anche per festeggiare Santa Cecilia. I Cori presenti furono: il Coro Sette Laghi, il Coro Fior di Roccia di San Fermo, il Gruppo dei Bimbi Poliomelitici con le Suore Orsoline di Casciago, la Corale Franchino, i Piccoli Cantori di Bizzozero. Dopo la Messa si tenne una cerimonia presso il Palazzo Comunale e nel Salone degli Estensi il Sindaco dott. Ossola consegnò a Paolo Conti la medaglia del 150° della Città. In occasione di questo evento la Corale San Vittore si recò a Roma, dove ebbe modo di eseguire durante una messa nella Basilica di San Pietro canti per coro a voci dispari. Nel 1967 nella Basilica di Varese venne eseguita la prima messa con testo italiano scritta da Paolo Conti, intitolata “Messa gloriosa” (le precedenti erano tutte in lingua latina).


Dando ora uno sguardo alle composizioni di Paolo Conti, possiamo notare che la maggior parte sono brani corali accompagnati dall’organo e brani organistici di carattere liturgico. Le prime composizioni corali risalgono al 1940 e vennero in breve tempo inserite nel repertorio della Corale San Vittore. La scrittura di Paolo Conti manifesta grande raffinatezza sia in campo melodico che nella gestione delle strutture armoniche, lo sviluppo delle frasi è sempre articolato con attenzione, senza cadere in forme banali.
Un esempio è la “Missa Jubilaeum” per coro a 4 voci dispari e organo del 1950. Si tratta di musica di grande respiro, dove il testo sacro viene elevato artisticamente dal discorso musicale: il significato espressivo delle parole è sempre messo in evidenza da melodie ben strutturate e da armonie non casuali. Numerosi i mottetti per coro e organo, tutti con un carattere specifico strettamente coordinato con la tematica testuale (ad esempio: Resurrexit, Ave Maria, Exaudi Domine).

I brani per organo (ad eccezioni di due) rientrano nella categoria dei brani dedicati prevalentemente al servizio liturgico: non dimentichiamo che la musica organistica, prima della riforma operata dal Concilio Vaticano II, era molto più presente nella liturgia. I titoli di questi brani, pubblicati a partire dagli anni ‘50 dalle Edizioni Carrara di Bergamo, richiamano specifici momenti liturgici (Comunione, Marcia di Processione, Offertorio, Elevazione…) oppure hanno un carattere evocativo (Elegia, Alla Madonna del Monte, Canto lirico…).
Due brani hanno invece una specifica destinazione concertistica: “Variazioni su un tema di B. Galuppi” del 1940 e “Pezzo da concerto” del 1962. Le “Variazioni su un tema di B. Galuppi” hanno uno stile neoclassico mentre il “Pezzo da concerto”, dedicato a Giancarlo Parodi, oltre ad avere un carattere virtuosistico appare decisamente moderno nelle sue soluzioni armoniche e ritmiche.
Pezzo da Concerto eseguito da Davide Paleari:
Degne di essere ricordate sono anche due composizioni di carattere popolare scritte alla fine degli anni ‘50, periodo in cui i cori maschili amatoriali erano assai diffusi in Italia. Si tratta del brano “Lo Stambecchino del Gran Paradiso” (testo di Fulvio Campiotti) e del brano “Il Canto dell’Edelweiss” (testo di Plinio Sartorelli), entrambi armonizzati a 4 voci pari: sono brani evocativi della montagna, scritti in modo raffinato con una sapiente conduzione delle parti vocali.
In particolare “Il Canto dell’Edelweiss” vinse il primo premio al Concorso internazionale del “Sodalizio di Spiritualità Alpina”, intitolato “Ordine del Cardo”. Dell’Ordine del Cardo furono insigniti rinomati giornalisti, scrittori, pittori e artisti, distintisi per la valorizzazione della cultura della montagna; Paolo Conti fu premiato a Milano il 20 dicembre 1959.

Paolo Conti ebbe anche l’opportunità di incidere due dischi di musica organistica nel 1960 e nel 1964.
La notizia della prima incisione, per la casa musicale “Eco”, venne riportata sul Corriere Lombardo il 31 dicembre 1960; il disco 33 giri di Conti rientrava nella collana “L’organo in chiesa” e comprendeva 6 pezzi per organo di autori antichi (Frescobaldi, Pasquini, Raison…). Questa collana venne anche utilizzata dalla RAI in vari programmi televisivi.
Il disco del 1964, pubblicato sempre dalla Casa Editrice “Eco” di Milano, era intitolato “La Messa di Mezzanotte” e raccoglieva 5 pastorali di vari autori; l’ultima era una composizione di Paolo Conti stesso.

In riferimento all’attività concertistica, dopo l’incarico presso la Basilica di Varese nel 1937 Conti si dedicò principalmente ai concerti di musica sacra in qualità di direttore, di organista liturgico e di compositore di musica per la liturgia. Tuttavia possiamo riscontrare anche vari concerti d’organo e collaudi di organi di nuova costruzione.
Il primo concerto d’organo di Paolo Conti di cui abbiamo notizia si tenne a Varese nella chiesa parrocchiale di Giubiano, dove nel 1930 la ditta organaria varesina di Nasoni Francesco collocò un organo a 2 manuali a trasmissione pneumatico-tubolare.

La ditta Nasoni fu fondata nel 1870 e aveva sede nel rione di Giubiano, in Via Cadore 28. Il concerto di collaudo si tenne il 12 luglio 1931 alle ore 16.00, alla consolle dell’organo si alternarono Giambattista Testone e Paolo Conti; durante il concerto vi furono anche degli interventi della Schola Cantorum di Giubiano diretta dal Sig. Moroni Cav. Alessandro e del violoncellista Luigi Veccia.
Nell’atto di collaudo, redatto da Testone e Conti, notiamo alcune caratteristiche foniche e tecniche dello strumento. Dal punto di vista fonico si trattava di un organo dalle caratteristiche ceciliane, dal suono “pieno, pastoso e dolce” (così scrissero i collaudatori). Furono apprezzate le viole all’organo espressivo, il flautino di 4’, e il bordone. Il grand’organo aveva in particolare un principale di 16’, una tromba di 8’ e un classico ripieno.


Il 15 agosto 1937 Paolo Conti inaugurò l’organo della chiesa parrocchiale di Caronno Ghiringhello (ora Caronno Varesino) costruito dalla Ditta di Giorgio Maroni di Varese.
Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, nonostante i tempi difficili, Conti inaugurò alcuni organi di nuova costruzione, come il nuovo strumento realizzato dalla ditta Nasoni di Varese per la chiesa parrocchiale di Figliaro in Provincia di Como (inaugurato il 30 dicembre 1940). Lo strumento a trasmissione pneumatico-tubolare era dotato di 14 registri e due manuali con pedaliera di 30 note e Paolo Conti attestò soddisfazione per l’ottimo insieme della parte fonica ben proporzionata all’ambiente della chiesa.
L’8 dicembre 1944 inaugurò con un concerto l’organo costruito dalla Ditta Mascioni per il Tempio Votivo dei Medici d’Italia a Duno.
L’8 aprile 1945 (la guerra sarebbe terminata l’8 settembre) inaugurò l’organo Mascioni della chiesa parrocchiale di Arcisate.
Terminata la seconda guerra mondiale, nel luglio del 1948 Paolo Conti suonò a Milano nella chiesa di Santa Maria di Lourdes, dove la ditta Mascioni collocò un organo a 3 manuali nel 1941. In programma eseguì brani di J.S. Bach, M. E. Bossi, Th. Dubois, e J. Lemmens.
Nel 1951 collaudò l’organo Balbiani Vegezzi Bossi della chiesa di Santo Stefano Ticino.
Il 21 giugno 1953 inaugurò assieme al M° Testone l’organo Mascioni della chiesa parrocchiale di Casbeno (Varese). In questa occasione vi fu la partecipazione del Coro del Seminario Arcivescovile di Masnago diretto da don Luciano Migliavacca (all’epoca non ancora Monsignore). Nella prima parte del concertò suonò Paolo Conti, eseguendo brani di J. S. Bach, M. E. Bossi e Rinck. Nella parte centrale si esibì il coro accompagnato da Paolo Conti, a cui seguì un discorso d’occasione tenuto da Mons. Delfino Nava, Professore presso il Seminario di Masnago. Nella seconda parte Giambattista Testone eseguì brani di Franck, Rheinberger e Bossi. Il concerto si chiuse con l’esecuzione di due brani da parte del coro. Nel programma del concerto possiamo notare la ricchezza di autori proposti, con uno spazio di rilievo dato a compositori italiani del primo novecento (M. E. Bossi, A. Donini, L. Mapelli).

Di particolare importanza fu il concerto che si tenne presso la Basilica di San Vittore a Varese il 18 novembre 1967, nell’ambito delle celebrazioni per l’Anno della Fede. Vi presero parte Paolo Conti, il M° Giancarlo Parodi organista della Basilica di Gallarate e la Corale San Vittore (diretta da Paolo Conti). Tra la prima e la seconda parte del concerto vi fu un intervento di Mons. Manfredini, Prevosto di Varese. Leggendo il programma del concerto notiamo che vennero eseguiti due brani composti da Paolo Conti: le “Variazioni all’antica su un tema di B. Galuppi” e il “Pezzo da Concerto”, dedicato al M° Parodi.


È doveroso ricordare il profondo rapporto di stima e di amicizia tra Giancarlo Parodi e Paolo Conti. Infatti, quando il M° Parodi si trasferì da Novi Ligure a Gallarate all’inizio degli anni ‘60, Paolo Conti notò subito le straordinarie doti organistiche del giovane Parodi con cui instaurò un saldo rapporto professionale e di amicizia.

Giancarlo Parodi accompagnò la Corale San Vittore a Roma nel 1966. Oltre al concerto per l’Anno della Fede, ricordiamo anche il concerto nella chiesa parrocchiale di Fagnano Olona di sabato 9 novembre 1968, tenuto dalla Schola Cantorum della Basilica di Varese diretta da Paolo Conti e accompagnata dall’organista Giancarlo Parodi. Nei numerosi ricordi del M° Parodi affiorano i momenti felici delle visite di Paolo Conti a Gallarate, oppure le gite di Parodi con Conti al Sacro Monte di Varese. Paolo dedicò un brano per organo alla moglie di Giancarlo Parodi, Mariangela. Il brano s’intitola “Con gli Angeli e gli Arcangeli” e fu composto nel 1967.

Giancarlo Parodi.
Il 25 marzo 1971 Paolo Conti si spense all’età di 64 anni; i giornali locali ne diedero notizia il giorno successivo ricordandolo come punto di riferimento musicale per la città di Varese. I funerali si svolsero nella Basilica di Varese il 27 marzo, nell’omelia funebre Mons. Alberti, Prevosto della Basilica, pronunciò queste parole: “…Di questa chiesa ha fatto la ragione della propria vita; ha servito il Signore con il grande dono della musica e del canto; preciso, incontentabile; persino aristocratico; e nasceva di qui la sua diffidenza verso le forme moderne che non gli sembravano depurate a sufficienza da certe scorie profane, perché fossero degne di salire all’altezza del cielo. Ma per se stesso era schivo e discreto; si faceva ancor più piccolo di quanto comportasse la sua statura. A quanti lo hanno conosciuto e amato, non sarà facile dimenticare questo esempio e questa testimonianza di vita cristiana […]”.
Variazioni su un tema di B. Galuppi eseguite da Davide Paleari:
Sabato 20 maggio 1972 si tenne nella Basilica di Varese il primo concerto in memoria di Paolo Conti. Si esibirono la Corale San Vittore e il Coro Sette Laghi diretti da Lino Conti (nipote di Paolo), all’organo il M° Giancarlo Parodi.
Furono eseguiti brani di Paolo Conti, organistici e corali. Tra il pubblico erano presenti Mons. Mario Alberti (Prevosto di Varese), Mons. Luciano Migliavacca (direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano), Mons. Ernesto Teodoro Moneta Caglio (Preside del Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra) e il Sindaco di Varese dott. Mario Ossola. Al termine del concerto fu consegnata una medaglia d’oro commemorativa alla sorella di Paolo Conti.

Nel 1972 alcuni amici storici, tra cui l’Avvocato Vittorio Marzoli, organizzarono un concorso nazionale di musica liturgica intitolato “Premio Paolo Conti”. Il Comitato promotore del concorso intendeva onorare la memoria del M° Conti, che dedicò gran parte della sua vita alla musica sacra, dando un concreto apporto alla formazione del repertorio musicale liturgico italiano di elevato profilo artistico.
Oggetto del concorso fu la composizione di brani per coro a 4 voci dispari, sul testo del Proprio della Messa dei Santi Pietro e Paolo. La commissione fu composta da: Mons. Domenico Bartolucci (Presidente), M° Bruno Bettinelli, M° Alberto Soresina, M° Giulio Bertola, M° Renato Fait, Mons. Luciano Migliavacca, Mons. Ernesto Teodoro Moneta Caglio. I risultati furono proclamati l’8 maggio 1973 (Festa di San Vittore) e la premiazione avvenne nel salone di rappresentanza del Comune di Varese, alla presenza delle più alte cariche cittadine. Il primo premio fu assegnato a Biancamaria Furgeri di Rovigo, il secondo premio a Terenzio Zardini di Verona, e il terzo premio a Valentino Donella di Verona.

Un estratto delle parole di Mons. Luciano Migliavacca, pubblicate sul bando di concorso del “Premio Paolo Conti”, ben si presta a concludere il racconto della vita di questo musicista varesino:
“Onestà e personalità di un musicista. La personalità di un artista si ricostruisce certamente dai dati di un’intera vita. Ma appare anche prepotentemente (direi, soprattutto) dalla sua opera.
Il Maestro Paolo Conti fu innanzitutto una persona “onesta”. L’onestà nell’arte sta nel non offenderla, ma nel rispettarla nei suoi intimi valori, sta nel trasformare in essa il proprio animo con sincerità, senza tentare di ingannare se stessi e di presentare agli altri orpello spacciandolo per oro puro; sta nel senso dell’ autocritica, che permette di avanzare in un cammino difficile con progressi, anche lenti ma sicuri e continui, verso una meta di perfezione ardua quanto è ardua l’arte stessa; sta anche nel riconoscere quale è il proprio campo e la propria misura.
Quanto rispetto ha avuto il M° Conti per la sua arte lo possono dire quelli che ne hanno conosciuto l’assillo di perfezione come direttore ed esecutore, il timore di non riuscire a rendere quanto un’opera esigeva, il puntiglio della preparazione, l’ansia che lo prendeva nell’imminenza di una esecuzione. La “sincerità” nell’arte è forse la cosa più importante. Il M° Conti non ha mai finto di sapere più di quello che sapeva, né ha mai posato “a moderno”, per ricercare applausi e consensi appunto “alla moda”. La dignità della musica del M° Conti è innegabile.
Essa ha il suo luogo in quel filone di fedeltà ai canoni dell’arte classica, che la Riforma ceciliana riuscì ad attuare. Egli fu musicista essenzialmente rivolto a agli interessi e agli scopi nobilissimi della liturgia cattolica, e ad essa ha offerto, si può dire esclusivamente, la sua opera di compositore. Il suo è stato un vero servizio alla Liturgia.”

